X24

Gennaio 14, 2008

La casa ha ripreso calore. Io sono finalmente guarito dall’accidente mattutino. Anche oggi non ho assistito all’esplosione del mio cuore, del bubbone che un angelo ha, lì, depositato. Eppure il ticchettio era chiaro. – Ma l’orologio era digitale… – Sì, ma non posso sopportare il conto alla rovescia. Meno 50, meno 20, meno 5, finché il mio latte è pronto, caldo. C’è il ticchettio perché il forno a microonde è una bomba a orologeria, non c’è bisogno di sturarsi le orecchie. Nutro una forte sfiducia in quel fornetto giallo, preferirei il vecchio pentolino dal manico coi contorni rossi. Non mi si fa più la panna sul bordo del latte.
Oggi non c’erano più le finestre, non vedevo le imposte, han levato le tende, han lavato le ammende. Non c’è più punizione per cui dobbiamo essere, qui, reclusi. Possiamo lasciare la città. Poi.
La casa ha ripreso colore, nulla è più del bianco. L’inverno si ripete ancora, come ad ogni vespro.

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