Esiste tutta una gamma di qualità di stringhe. Quelle delle mie scarpe nuove, per esempio, sono di una qualità eccelsa, tanto che mi si impigliano tra di loro se cerco di slegarle. Insomma, niente è più fastidioso delle stringhe lisce e lucide, che scivolano su se stesse, che si slegano. Meglio le stringhe riottose, sì, ma tutto questo perder tempo? Che senso ha raccontare tante minchiate?
…
Se l’antologia è veramente un florilegio io ho commesso un sacrilegio. Devo cambiare lavoro.
…
Se il senso di un qualcosa
è qualcosa di frastagliato
– fiordi, dune, le frange di un cappello,
di un capello le doppie punte –,
per metterlo a sedere,
per portarci il silenzio,
bisogna pettinarlo, dare
una sforbiciata, moncare
le lingue bifide,
le doppie punte insomma.
Ma se il senso non fosse,
non bisognerebbe farci niente,
e vedi, cambia pure il verbo:
si allontana dalla verità.
Il congiuntivo e l’altro suo compare:
non danno più consigli, solo
condizioni, di quel che non sarà.
Gennaio 12, 2008 a 1:06 pm
le stringhe servono a contenere qualcosa
se noi le togliamo rischiamo di perdere tutto
mentre se le le allentiamo
il respiro si allarga
con i verbi è bello giocare…
Gennaio 12, 2008 a 6:40 pm
Non è questione di gioco solamente, forse Lei non comprende appieno il senso della mia composizione…
Gennaio 13, 2008 a 12:33 pm
dammi pure del tu…

ciao
Gennaio 13, 2008 a 1:04 pm
Va bene Carla, esprimevo solo la mia sfiducia nei confronti dei capelli che crescono. I miei si stanno gonfiando a dismisura e si sfibrano tutti. Pettinare il senso, poi, porta il silenzio. Non credi?
E poi il Lei è bello, qui in rete ci si dà tutti del tu, ma mica ci si conosce.
Infine, se ti va fai un giretto su http://www.baghetta2.splinder.com, che è un gran bel posto, mica come qui.